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Per il diabete il Veneto “gioca d’anticipo”

Recepiti il Piano nazionale diabete e quello della Cronicità, il Veneto punta a potenziare la gestione integrata del paziente diabetico. Il timore di “cessione di competenze e funzioni” da parte delle diverse categorie dei professionisti è stato ampiamente superato e a breve partirà un progetto sperimentale finanziato da Aifa che consentirà ai medici di medicina generale, in tandem con lo specialista, di proporre la prescrizione di farmaci “innovativi” velocizzando l’accesso alle cure più efficaci. Rimane invece non ancora implementato il Pdta

 

Se a livello centrale l’Italia risponde con il Piano nazionale diabete e quello della Cronicità, a livello regionale il Veneto ha una strategia già pianificata.

Oltre ai Piani nazionali recepiti dalla Regione, testa di ariete è il potenziamento della gestione integrata anche attraverso l’avvio di un progetto sperimentale che vede i due principali attori del processo di cura, specialista e diabetologo, agire in tandem. Con il medico di medicina generale che propone al diabetologo i pazienti ritenuti candidabili alla redazione del Piano terapeutico per la somministrazione di farmaci “innovativi” attualmente non prescrivibili dalla medicina generale e lo specialista che autorizza al trattamento. Il tutto attraverso una piattaforma informatizzata condivisa da Mmg e diabetologi che velocizza i tempi di accesso alle terapie più efficaci.

Il progetto finanziato da Aifa nell’ambito dei Fondi per i progetti di farmacovigilanza assegnati alle Regioni, partirà con l’attivazione dall’Azienda Zero prevista dal nuovo Piano socio sanitario approvato recentemente in Regione e sarà applicabile solo tra i medici già in interazione professionale e con pazienti già in cura. Cento i Mmg coinvolti insieme a quattro diabetologie.

E' indispensabile mettere a regime la condivisione della cartella clinica informatizzata tra le diverse categorie di medici, una conditio sine qua non per l’estrazione e la condivisione dei dati. Bisogna anche attuare il Pdta sul diabete con un’analisi di impatto e indicatori di monitoraggio e misurazione di efficacia. Sul piano meramente organizzativo si suggerisce di rivedere il concetto di centro specializzato: non può essere considerato tale un ambulatorio con un solo diabetologo. Serve molto di più. E così c’è chi propone per l’ottimizzazione della presa in carico del paziente diabetico, un centro di diabetologia complessa in ogni azienda sanitaria con posti letto dedicati, tecnologia e alte capacità diagnostica. Ma anche di dare al personale non medico maggiori funzioni.

Anche l’eventualità che Aifa possa sbloccare la capacità prescrittiva dei Dpp4i per i Mmg viene accolta senza timore: i medici di famiglia si dichiarano assolutamente preparati a potere gestire le terapie e ad utilizzare un sistema web based. I vari tavoli rimarcano la piena capacità prescrittiva dei Mmg (non solo del Veneto ma di tutto il Paese) i quali per altro già prescrivono farmaci molto complessi, auspicando che stretto giro scatti il semaforo verde da parte di Aifa.

Una possibilità, è stato ricordato, che avrebbe ricadute positive non solo sul fronte dei trattamenti più appropriati per i pazienti (si ridurrebbero gli eventi avversi), ma anche su quello dei costi. Adattando un’analisi di cost consequence condotta a livello nazionale alla regione Veneto, emerge che un maggiore impiego dei Dpp4-i rispetto alle Sulfaniluree, su una coorte ipotetica di circa 34.000 pazienti non a target con sola metformina, consentirebbe in 3 anni di evitare circa 11.480 eventi ipoglicemici con un risparmio stimato in circa 4 milioni di euro annui per un totale di circa 13 milioni di euro in 3 anni.

Accanto a tali aspetti, andrebbe considerato l’impatto che l’ampliamento della prescrivibilità dei Dpp4-i alla medicina generale genererebbe a livello organizzativo. In particolare, dai partecipanti al tavolo è emerso che far entrare i Dpp4-i nell’armamentario prescrittivo del Mmg porterebbe vantaggi tanto per i pazienti quanto per l’organizzazione nel suo complesso, “alleggerendo” così i Centri diabetologici che potrebbero concentrarsi maggiormente sui pazienti a maggiore complessità.

Attraverso la piattaforma il Mmg propone al diabetologo i pazienti ritenuti candidabili alla redazione del Piano terapeutico che, come previsto dalla normativa Aifa rimane di competenza dello specialista. Ogni diabetologia condivide con i Mmg, la formazione, le modalità di coinvolgimento del paziente, l’utilizzo della piattaforma e il programma di sorveglianza attiva di farmacovigilanza. Non solo, sono previsti momenti di discussione dei casi clinici con incontri tra i professionisti per l'analisi dei casi segnalati, dei Pt redatti, dell’andamento clinico e del profilo di reazioni avverse registrate e segnalate al sistema nazionale di Farmacovigilanza.

Dai pazienti arriva una forte richiesta di informazioni, ma anche quella di vedere ampliate le possibilità prescrittive del loro medico di famiglia per facilitare l’accesso alle cure. Un’opportunità, questa di garantire la prescrivibilità degli antidiabetici orali innovativi alla medicina generale, che avrebbe ricadute positive anche a livello organizzativo in quanto lascerebbe spazio ai centri diabetologici per la presa in carico dei pazienti più gravi o con comorbilità.

La survey promossa in Veneto sulla la presa in carico integrata del paziente diabetico offre un giudizio positivo il 78% dei professionisti coinvolti nell’ambito della più ampia Survey nazionale . In generale il Veneto, comparato con le Regioni dell’area Nord Est e con la media italiana, è la regione con il più alto livello di soddisfazione: oltre +8 punti percentuali rispetto alla media nazionale nel giudizio ottimo.

Per quanto riguarda gli aspetti di governance che possono essere migliorati nella presa in carico del paziente diabetico, il 47% circa dei rispondenti (sia Mmg sia specialisti) propende per l’implementazione o potenziamento della rete tra medici di medicina generale e specialisti; ben il 52% degli specialisti (contro il 21% dei Mmg) ritiene che sia necessaria una gestione dei dati mediante una rete informatizzata condivisa e l’introduzione di specifici indicatori per il monitoraggio delle relative performance. Gli specialisti non ritengono necessario né il pieno riconoscimento del Pnd (sentita dal solo 3% dei Mmg come priorità) né una ulteriore valorizzazione del ruolo del Mmg nella gestione integrata dei dati (avvertita importante dal 29% dei Mmg). Nell’ambito dell’area Nord Est e nazionale, la Regione Veneto si distingue: è quella in cui è maggiormente sentita l’esigenza dell’implementazione del potenziamento della rete tra categorie professionali (47% Veneto contro il 4% nazionale).

I medici sono poi stati interrogati sulla prospettiva della possibilità per i Mmg di prescrivere farmaci antidiabetici orali innovativi (quali i DPP4-i). Per il 44% è una prospettiva che richiede percorsi formativi ad hoc, anzi, il Veneto è la regione in cui maggiormente rispetto all’area Nord Est ed alla media nazionale, è avvertita l’esigenza di un avvio di percorsi formativi (il 44% contro il 39% nazionale). Il 37% valuta poi questa prospettiva come un traguardo importante per il Mmg; Solo il 4% sarebbe un carico burocratico difficile da sostenere.

La opportunità di prescrivere antidiabetici orali innovativi da parte del Mmg includerebbe anche la possibilità per gli stessi di intervenire nella redazione dei relativi Piani terapeutici. Su questo punto il 40% dei professionisti ritiene sia necessaria una rete informativa che dialoghi con i sistemi utilizzati dai Mmg (esigenza maggiormente sentita dai Mmg al 43%); il 39% pensa sia necessaria l’attivazione di precisi accordi regionali e il 18% considera condicio sine qua non una piattaforma web based. E per i veneti questa prospettiva sarebbe attuabile con “pochi accorgimenti organizzativi”.

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