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Esodo dei medici: in dieci anni diecimila via dall'Italia

Lo Stato spende 150mila euro per formare un medico ma sembra non sapere trattenerli: all'estero stipendi doppi o, in alcuni casi, addirittura tripli, casa disponibile, viaggi in Italia rimborsati, idem per i corsi di lingua, formazione continua e molte altre agevolazioni e benefit. Difficile dire di `no' per un giovane medico italiano che dopo undici anni di studi e sacrifici guadagna tra i 2.000 e i 2.300 euro netti al mese, con stipendi di fatto bloccati dal 2010. Da specializzando appena 1.700.

Molti giovani professionisti italiani prendono il volo per l'Inghilterra, la Francia, la Germania, l'Olanda ma anche gli Stati Uniti e il Sistema Sanitario Nazionale si impoverisce e rischia di non poter più fare fronte alle necessità dei cittadini. L'allarme sulla carenza dei medici è già stato lanciato da tutte le associazioni di categoria ma il problema non si risolverà togliendo il numero chiuso alla facoltà di Medicina e Chirurgia, anzi in questo modo si aggraverà. Ci sono già 10 mila laureati che sono in un limbo formativo perché per lavorare non bastano laurea e abilitazione è necessaria la specializzazione o il corso di formazione. Siamo davanti a un imbuto formativo nel quale finiscono 2 mila medici ogni anno che, se viene tolto il numero programmato, si dilaterà ancora. Un ulteriore colpo agli organici di Ospedali e Asl è sferrato dall'accelerazione delle uscite con la riforma pensionistica della quota 100. Peraltro anche sotto il profilo pensionistico il sistema italiano non incoraggia i ricongiungimenti, per cui la scelta di chi ha deciso di andare all'estero diventa irreversibile. Il Veneto, dove già mancano 1300 medici ospedalieri, è una delle Regioni più colpite dal fenomeno: un giovane medico su cinque va a lavorare all'estero. Insieme al Veneto il Piemonte e in parte minore altre regioni del Nord. In Francia il medico di famiglia percepisce 30 euro per ogni visita a domicilio e in un ospedale pubblico come primo stipendio si prendono 5.500 euro al mese. Tra pensioni maturate con la legge Fornero e l'applicazione di Quota 100, il Servizio sanitario nazionale perderà 70mila camici bianchi, fino al 2023, sugli attuali 110mila. Tra soli sei anni (nel 2025) curarsi in ospedale sarà molto difficile. Mancheranno infatti all'appello 16.500 specialisti. Chi decide di andare a lavorare all'estero (soprattutto ortopedici e pediatri) ha un'età compresa tra i 28 e i 39 anni. Meta principale è la Gran Bretagna (33%), seguita dalla Svizzera (26%). Come soluzione non resta che richiamare in servizio i pensionati e anticipare il lavoro in corsia degli specializzandi: sono due delle ricette che i sindacati medici hanno più volte proposto per sopperire alle carenze di organico

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